Scoperto asteroide "amico" del nostro pianeta

Se fino a ieri gli unici tre pianeti a poter vantare amabili e fedeli compagni di viaggio erano soltanto Giove, Marte e Nettuno, dall’ultima copertina di Nature è stato annunciato che al trio di pianeti con asteroidi troiani se ne aggiunge un quarto: la Terra. 

Segue da 10.000 anni la traiettoria del nostro pianeta intorno al Sole e si trova in posizione stabile, non c’è dunque rischio di impatto catastrofico. Stiamo parlando dell’asteroide 2010 TK7 scoperto  grazie al satellite Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer) della Nasa mandato in orbita nel 2009 da un gruppo di ricerca canadese e americano, coordinato da Martin Connors, della Athabasca University e dell’Università della California a Los Angeles per costruire la mappa completa del cielo nell’infrarosso e raccogliere dati sull’origine delle stelle, galassie e sistemi planetari.




2010 TK7 è un asteroide del diametro di poche centinaia di metri (circa 300) che si muove all’unisono con il pianeta Terra ad una distanza di circa 80 milioni di km (da quanto riporta la Nasa questa distanza è destinata a non scendere mai al di sotto dei 24 milioni di km, almeno per i prossimi 100 anni) ed è un asteroide troiano: in astronomia con questo aggettivo si vuole indicare un asteroide o un satellite naturale che condivide la stessa orbita di un pianeta maggiore o di un altro satellite, ma non collide poichè orbita attorno a uno dei punti di Lagrange di stabilità, L4 e L5, situati 60° davanti e dietro il corpo celeste di massa maggiore. Un po’ come fanno i satelliti Planck e Herschel dell’ESA, che ci seguono oscillando attorno ad un altro punto lagrangiano, L2.
Sulla scoperta è intervenuto Andrea Milani, insegnante di Meccanica Celeste all’Università di Pisa: “A differenza degli asteroidi troiani di Giove e Nettuno, permanenti a causa della forte gravità dei due pianeti, questo asteroide, come il compagno troiano di Marte, è destinato a separarsi dal nostro pianeta. Il lavoro è interessante tuttavia ma, da dove viene questo oggetto? Sarebbe stato interessante ricostruire la sua storia e avere informazioni su composizione e colore, dati che avrebbero aiutato a capirne la provenienza. Probabilmente dalla fascia di asteroidi che si trova fra Marte e Giove, ma non abbiamo elementi per dirlo, nè per scoprire il meccanismo che lo ha trasportato nella posizione attuale”.
Dunque compagno sì, ma non per sempre!

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