Passeggiando nel cielo..

Ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro, le Pleiadi, conosciute anche come le Sette sorelle, la Chioccetta o, secondo il catalogo di Messier, con la sigla M45.

Omero, Tolomeo e altri autori dell’età classica si sono ispirati e hanno citato le Pleiadi, vero è infatti che, proprio grazie alla brillantezza e alla posizione non eccessivamente distanziata, esse sono note sin dall’antichità. 
Si tratta di un ammasso giovane (circa 100 milioni di anni) con un’aspettativa di vita di soli altri 250 milioni di anni, causata dalla bassa densità, distante da noi 135 parsec e cioè 440 anni luce (quindi piuttosto vicino). Esso conta un numero modesto di stelle visibili ad occhio nudo, anche se in realtà, dalle fotografie, si evince che tutte le componenti sono circondate da leggere nebulose a riflessione.
Considerata la sua declinazione (circa 24° N), è immediato dedurre che l’ammasso sia osservabile da tutte le zone popolate del globo terrestre, più in particolare da metà autunno a inizio primavera nell’emisfero boreale e nel periodo estivo in quello australe.

L’ammasso, il cui nucleo ha un diametro di circa 16 anni luce, contiene più di un migliaio di membri, la maggior parte delle quali appartengono alla categoria delle stelle blu, stelle giovani caratterizzate da una temperatura più elevata rispetto alle altre, 14 delle quali sono potenzialmente visibili ad occhio nudo. All’interno dell’ammasso sarebbero presenti anche numerose nane brune e alcune nane bianche .

Le componenti principali dell’ammasso aperto sono:
Nome tradizionale: Alcyone (2.86 magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B7IIIe
Nome tradizionale: Atlante (3.62 magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B8III
Nome tradizionale: Elettra (3.70 magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B6IIIe
Nome tradizionale: Maia (3.86 magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B7III
Nome tradizionale: Merope (4.17 magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B6IVev

Nome tradizionale: Taigete (4.29 

magnitudine apparente) – Classificazione stellare:

 B6V

Nome tradizionale: 

Pleione (5.09 -var- 

magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B8IVep

Nome tradizionale: 

Celeno (5.44 

magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B7IV

Nome tradizionale: Asterope (5.64;6.41 

magnitudine apparente) – Classificazione stellare: B8Ve/B9V



Leggende delle Pleiadi:


Le Pleiadi sono le sette figlie di Atlante e di Pleione. Si racconta che Orione, il cacciatore, avesse tentato di rapire Pleione mentre passeggiava con le figlie. Fortunatamente riuscirono a fuggire, ma ancora oggi, quando le Pleiadi si muovono nel cielo, Orione le segue a poca distanza.


Tra gli aborigeni dell’Australia centrale si racconta la leggenda di sette sorelle smaniose di mangiare certi fichi selvatici che non si potevano trovare nel mondo celeste, ma solo sulla Terra. Per questo decisero di scendere nel mondo. Una volta arrivate, furono così intimorite dall’ambiente sconosciuto che si nascosero in una caverna: Non sapevano che Nirunja della costellazione di Orione, desideroso di possederle, le aveva viste lasciare la dimora celeste seguendole di nascosto fino alla Terra. Vedendole rifugiarsi, decise di aspettare la notte per coglierle nel sonno. Si camuffò con delle foglie di fico e lentamente strisciò verso le bellezze dormienti. Si era appena accomodato tra le sorelle quando queste si svegliarono e lottando riuscirono a raggiungere il fondo della caverna, da cui scapparono attraverso una piccola fenditura della roccia. Poi volarono verso la loro casa nel cielo. Nirunja, infuriato, corse fuori dalla caverna, si arrampicò sulla cima della montagna e si gettò nell’inseguimento. Era quasi riuscito a prenderle quando il Toro, che vive tra la casa delle sette sorelle e la casa di Nirunja in Orione, si svegliò dal suo sonno e lo affrontò, minacciandolo con le sue gigantesche corna. Nirunja rimase lì a fissare il Toro, comprendendo che non sarebbe mai riuscito a passare oltre, e frustrato fece ritorno alla sua dimora.


I Maori della Nuova Zelanda denominano le Pleiadi Matariki, termine che significa <>, con riferimento ad una donna. Essi vedono Matariki e le sue sei figlie nelle sette stelle della costellazione. Quando le Pleiadi appaiono prima dell’alba significa che un nuovo anno sta per iniziare: le sette donne vengono salutate con canti di speranza per il tempo futuro e di nostalgia per il passato. E’ il periodo in cui si compiono celebrazioni e si offrono a Matariki i germogli delle patate delle dolci, perchè lei e le sue figlie sorveglino e proteggano il raccolto. 


I Masai dell’Africa orientale chiamano le Pleiadi le “stelle della pioggia”, mentre gli Zulu del Sudafrica le chiamano “stelle scavatrici”, perchè appaiono all’inizio della stagione delle piogge, quando è tempo di arare il terreno.


Curiosità:
  • A causa della particolare posizione dell’ammasso delle Pleiadi sono frequenti i transiti e le occultazioni da parte dei corpi del nostro sistema solare.
  • Il primo riferimento alle Pleiadi  è in un’opera letteraria conosciuta ad opera di Esiodo (XI secolo a.C.)
    Quando sorgono le Pleiadi, figlie di Atlante,
    incomincia la mietitura; l’aratura,
    invece, al loro tramonto.
    Queste sono nascoste per quaranta giorni
    e per altrettante notti; poi, inoltrandosi l’anno,
    esse appaiono appena che s’affili la falce.

  • Omero ne fa menzione nell’Odissea.
  • Nella Bibbia compaiono tre riferimenti all’ammasso delle Pleiadi.
  • Il più antico testo in lingua volgare di cosmologia noto (“La composizione del Mondo”), opera di Restoro d’Arezzo -1282-, si riferisce alle Pleiadi come ad un insieme di sei stelle.
  • Ovidio afferma che “Quae septem dici, sex tamen esse solent”.
  • Presso i Greci ricorreva il mito della “Pleiade perduta”: secondo la tradizione si trattava di Elettra, che si diceva essere velata in viso in segno di lutto a causa della distruzione di Troia; un’altra tradizione vuole che la Pleiade velata fosse Merope, vergognandosi di essere l’unica delle sette ad aver sposato un mortale.
  • Nell’astronomia cinese le Pleiadi sono uno dei 28 Xiu della Tigre Bianca e sono indicate come Chioma.
  • Troviamo riferimenti anche nel panorama musicale contemporaneo: proprio le Pleiadi danno il titolo ad una canzone di Vinicio Capossela. (Ascolta il singolo: Le Pleiadi – Vinicio Capossela)
  • Giovanni Pascoli, ne Il gelsomino notturno, scrive: “La Chioccetta per l’aia azzura, va col suo pigolio di stelle.

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